Colombo Industrie Tessili partner dell’evento Psycoknit

Colombo Industrie Tessili partner dell’evento Psycoknit realizzato dal Politecnico di Milano e il brand Froy

Colombo Industrie Tessili, azienda storica fondata nel 1962 in provincia di Como, torna alla ribalta durante uno dei periodi clou dell’anno: la Milano Design Week.

Dal 6 al 12 giugno 2022, la realtà comasca sarà partner del progetto PSYCOKNIT, un progetto di innovazione e di inclusione volto a sensibilizzare le persone sulle tematiche della salute mentale.  Realizzato da Froy e dal Gruppo di Ricerca KnitDesign del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, l’evento vedrà per tutta la durata del Salone del Mobile un’installazione permanente presso la Fabbrica del Vapore di Milano. A partire dalle teorie della Knit Therapy e attraverso le tecnologie e le tecniche innovative legate al mondo della maglieria, il visitatore sarà proiettato in un percorso emozionale e sensoriale attraverso la maglia. L’esperienza vuole esaltare al tempo stesso l’innovazione e le molte sfaccettature con cui essa si lega al mondo tessile.

In questo contesto, Colombo Industrie Tessile ha messo a disposizione il jersey del proprio archivio storico per dargli una nuova vita attraverso un processo di upcycling e sostenibilità, elementi alla base del progetto PSYCOKNIT. Stefano e Massimo Colombo, rispettivamente Presidente a AD dell’azienda, commentano: “Essere partner del Politecnico di Milano per un evento così importante è per noi la conferma che la nostra azienda sta andando verso la giusta direzione: un futuro sostenibile. Nell’ottica di lavorare eticamente a un progetto già strettamente legato al valore della persona e dell’ambiente, Froy e il Gruppo di Ricerca KnitDesign hanno scelto come partner del progetto aziende impegnate sul territorio italiano, in grado di garantire alti standard qualitativi per materiali, dipendenti e ambiente. Colombo Industrie Tessili rispecchia perfettamente tutti questi elementi, parti fondamentali del otro DNA. Grazie ai tessuti del nostro archivio, possiamo contribuire ad un progetto che, da un lato, mette in primo piano i problemi di salute mentale, evidenziando le dinamiche alterate che la situazione pandemica globale ha generato. Dall’altro, suggerisce come una maggiore attenzione all’ascolto dell’altro e la consapevolezza del proprio essere possano aiutarci a creare un nuovo modo di stare insieme e a ritrovarsi come comunità.”

Per l’installazione, prodotta quindi con impatto minimo, Froy e il Gruppo di Ricerca KnitDesign del Politecnico di Milano, hanno studiato un processo di vita di grande valore. Importante per il progetto è stato definire tutti gli standard etici e di sostenibilità a cui attenersi e, in base a questi, destinare a fini didattici tutto il materiale che deriverà dallo smantellamento dell’installazione per un perfetto processo di upcycling.

Arman Avetikyan, fondatore del brand FROY, prosegue: “Siamo davvero lieti di continuare la nostra collaborazione con Colombo Industrie Tessili. Nel corso del tempo, abbiamo realizzato due progetti importanti, accomunati da una grande creatività e attenzione alla sostenibilità, per noi driver fondamentale nello sviluppo del brand.  Nel progetto Psycoknit, tutti questi elementi hanno trovato la loro massima espressione, avendo studiato e realizzato un concept focalizzato sul recupero e riuso dei tessuti per dare vita ad un progetto innovativo e coinvolgente.”

Il Prof. Giovanni Maria Conti, Professore Associato in Design del Politecnico di Milano, conclude: “Volevamo ringraziare Colombo Industrie Tessili per l’importante contributo al nostro evento. Grazie ai preziosi tessuti d’archivio che l’azienda ci ha fornito, abbiamo dato vita ad un progetto che guarda alle nuove generazioni sia per le tematiche che tratta che per la forte connotazione sostenibile. Per realizzare il percorso Psycoknit è stata scelta la maglia che ha infatti la capacità, dal momento che essa nasce da un singolo filo, di adattarsi e plasmarsi in forme e dimensioni non convenzionali, non prevede alcun tipo di scarto nella produzione, valorizzando al massimo la materia prima che la genera. L’output finale è un percorso che traccia una nuova idea di comunità più coesa, attenta ai bisogni reciproci e più tollerante.” 

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